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Gestire la fatica muscolare con il magnesio: una soluzione naturale ed efficace

Gestire la fatica muscolare con il magnesio

La stanchezza e la fatica muscolare sono comuni disturbi che possono influenzare notevolmente la qualità di vita e la capacità di svolgere le attività quotidiane con energia e vitalità. Vita frenetica, sforzo fisico e sudorazione eccessiva possono causare un’elevata escrezione ed eliminazione del magnesio. Ciò ne determina la conseguente carenza con possibile comparsa di crampi muscolari, mal di testa, debolezza muscolare, spossatezza e irritabilità. Cerchiamo di capire, allora, come questo minerale può supportarci nella normale funzione muscolare 

Il ruolo del magnesio nel corpo umano 

Il magnesio è un minerale indispensabile al buon funzionamento del nostro organismo. È coinvolto in molti processi vitali quali sintesi proteica, produzione e rilascio di energia cellullare, regola inoltre processi di contrazione muscolare, la trasmissione dell’impulso nervoso, lo sviluppo delle ossa.  

Legame tra magnesio e fatica muscolare 

La stanchezza e la fatica muscolare possono essere il risultato di diversi fattori, tra cui l’accumulo di acido lattico durante l’esercizio, la disidratazione e la deplezione di carboidrati. Il magnesio svolge un ruolo fondamentale per il corretto funzionamento dell’apparato muscolare, si rende necessario per fornire energia ai muscoli tramite l’ATP (adenosina trifosfato); interviene nella gestione delle riserve di calcio delle cellule muscolari, influenzando quindi il processo di contrazione e rilassamento; inoltre, il magnesio può aiutare a ridurre l’accumulo di acido lattico nei muscoli durante l’esercizio, migliorando il recupero e riducendo la sensazione di affaticamento. 

I benefici del magnesio per la fatica muscolare 

Numerosi studi hanno dimostrato che il magnesio può essere efficace nel ridurre la sensazione di stanchezza e affaticamento muscolare, determinando un incremento della performance sportiva. Assumere le giuste quantità di magnesio è fondamentale sia con la dieta che, in caso di aumentato fabbisogno, con l’integrazione. Integrare la propria dieta con il magnesio può migliorare la resistenza muscolare, ridurre la percezione dello sforzo durante l’esercizio e favorire un recupero più rapido 

Come integrare il magnesio nella propria dieta 

Il magnesio è presente in diversi alimenti, tra cui i legumi (piselli, ceci, lenticchie, fagioli borlotti, soia e lupini; la frutta secca (mandorle e noci); i cereali integrali (riso, segale e frumento) ed ortaggi a foglia verde (rucola gli spinaci il radicchio verde, lattuga). Un regime alimentare bilanciato e salutare, che comprenda, appunto, una varietà di frutta e verdura ogni giorno insieme a pesce, cereali integrali e legumi, e ad una adeguata assunzione di liquidi, può fornire al nostro corpo la quantità necessaria di magnesio. 

Se si riscontrano frequentemente sintomi come stanchezza, spossatezza, disturbi del sonno, nervosismo o ansia, è consigliabile consultare un medico. Quest’ultimo valuterà lo stato di salute del paziente e potrebbe raccomandare l’assunzione di integratori di magnesio, se necessario. 

Con un’adeguata integrazione di magnesio e un approccio olistico alla salute e al benessere, è possibile affrontare la stanchezza e la fatica muscolare in modo efficace, migliorando la qualità della vita e ripristinando l’energia e la vitalità. 

 

Gestire la fatica muscolare con il magnesio

Vitamina D e olio d’oliva

Vitamina D e olio d’oliva

La Vitamina D è spesso definita la “vitamina del sole”, poiché il nostro corpo la sintetizza principalmente attraverso l’esposizione alla luce solare.

Ma cos’è? 

La vitamina D è un micronutriente che favorisce il processo di mineralizzazione dell’osso e contribuisce al buon funzionamento del sistema immunitario. La sua funzione principale è facilitare l’assorbimento intestinale di calcio e fosforo. 

La conversione in forma attiva della vitamina avviene attraverso due processi di trasformazione nel nostro corpo, che hanno luogo rispettivamente nel fegato e nei reni. Queste trasformazioni conducono alla creazione del calcitriolo, ovvero la forma attiva della vitamina D.  

Questa vitamina è liposolubile, cioè solubile nei grassi e non in acqua, viene dunque accumulata nei tessuti adiposi per essere resa disponibile in funzione del fabbisogno dell’organismo.  

Come la assumo? 

La vitamina D presente negli alimenti è scarsa, come indicato in precedenza la fonte principale è l’esposizione alla radiazione solare UVB. La dieta fornisce solo il 10-20% del fabbisogno, tra i cibi che ne sono più ricchi ci sono soprattutto pesci ricchi di grassi come ad esempio il salmone, la troviamo anche nel tuorlo d’uovo e nell’olio di fegato di merluzzo. 

Carenza 

La carenza di vitamina D è una delle più diffuse al mondo i motivi sono vari tra cui: basso apporto nutrizionale, ridotta sintesi cutanea, interferenza di farmaci, intolleranza al lattosio, malattie da malassorbimento, malattie renali. Studi multicentrici internazionali hanno rilevato inaspettatamente una maggior prevalenza di ipovitaminosi D nei paesi del sud Europa come Italia, Grecia e Spagna. 

Anche lo “stile di vita” moderno può influire negativamente sulla nostra capacità di sintetizzare la vitamina D: trascorrere molte ore al chiuso riduce significativamente l’esposizione ai raggi solari. Di conseguenza l’integrazione di vitamina D può diventare necessaria, specialmente se su indicazione del medico. 

Ma come integrarla? 

Una soluzione pratica può essere l’assunzione di integratori di vitamina D veicolati con olio extravergine di oliva, per quanto possiamo aderire o meno allo stile di vita mediterraneo bene o male tutti usiamo l’olio d’oliva. Inoltre, vista la natura lipofilica della vitimina D, l’olio EVO si presta come ottimo carrier che permette un maggior assorbimento della vitamina D da parte dell’organismo.  

Uno studio del 2014 ha dimostrato l’effetto sinergico tra olio d’oliva e vitamina D può contrastare la perdita ossea indotta dalla privazione di estrogeni: attraverso studi condotti su modelli animali, è emerso che l’olio extravergine di oliva, quando somministrato insieme a un supplemento di vitamina D, ha portato a un significativo miglioramento di vari indicatori di salute ossea, incluso un notevole ridimensionamento dei livelli di infiammazione. 

L’olio extravergine di oliva emerge come un alleato prezioso nella lotta alla carenza di vitamina D, sottolineando il legame tra benessere e mediterraneità 

Vitamina D e olio d’oliva

Vitamine del Gruppo B come alleato durante i mesi più freddi 

Febbre, raffreddore & co non vogliono saperne di lasciarti in pace? Con l’arrivo delle stagioni più fredde, siamo spesso esposti a un aumento dei rischi legati a malattie stagionali, come il raffreddore e l’influenza. In questo contesto, le vitamine del gruppo B emergono come elementi essenziali per il sostegno del nostro organismo e la prevenzione di malanni stagionali. Queste vitamine svolgono infatti un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute generale e nella difesa dell’organismo contro le infezioni. 

Il Ruolo delle Vitamine del Gruppo B 

Le vitamine del gruppo B, che includono B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), B5 (acido pantotenico), B6 (piridossina), B7 (biotina), B9 (acido folico) e B12 (cobalamina), sono coinvolte in una vasta gamma di processi metabolici cruciali per il funzionamento ottimale dell’organismo. Tuttavia, il loro ruolo nel supportare il nostro organismo assume un’importanza particolare durante le stagioni in cui siamo più suscettibili alle infezioni. 

Le vitamine del gruppo B contribuiscono attivamente alla riduzione di stanchezza ed affaticamento, al normale funzionamento del metabolismo energetico e del sistema immunitario, alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. 

Un adeguato apporto di Vitamine del Gruppo B e Vitamina C 

Se stai vivendo un periodo di forte stress (sia esso fisico o mentale) o se i malanni stagionali ti hanno messo ko e l’influenza proprio non vuole saperne di andare via, il tuo corpo ti chiederà un maggiore apporto di vitamine del gruppo B.  

Per garantirlo è essenziale che tu segua una dieta bilanciata, che includa la varietà di alimenti che sono fonte di vitamine del gruppo B: quali carne magra, pesce, uova, latticini, legumi, noci, semi, verdure a foglia verde e cereali integrali.  

Qualora, però, attraverso l’alimentazione tu non riesca a raggiungere il fabbisogno di vitamina B, può essere utile supportare il sistema immunitario con integratori alimentari e combinare l’assunzione delle vitamine del gruppo B con la vitamina C. 

La vitamina B, con il suo ruolo cruciale nella salute generale, si presenta come un alleato importante nella nostra difesa contro i malanni stagionali, contribuendo a mantenere un equilibrio ottimale nel nostro organismo. Non lo dimenticare! 

Fibra e probiotici, alleati del benessere intestinale

Il benessere intestinale è un elemento chiave per una vita sana ed equilibrata. Sebbene spesso sottovalutato, il corretto funzionamento dell’intestino gioca infatti un ruolo fondamentale in diversi aspetti della nostra salute a livello psico-fisico.

Un intestino sano non solo migliora la digestione e l’assorbimento dei nutrienti (influenza il metabolismo ed il modo in cui il corpo immagazzina e utilizza l’energia), ma può influire anche sul nostro umore e sullo stato del nostro sistema immunitario

Cosa si intende per microbiota intestinale?

Il microbiota intestinale, anche noto come flora intestinale, è una comunità complessa di microorganismi che abitano il tratto gastrointestinale. Questa comunità è costituita principalmente da batteri, ma include anche virus, funghi e altri microrganismi.

Ognuno di noi ha un microbiota intestinale differente, unico, un po’ come una sorta di impronta digitale (si parla infatti di “fingerprint batterico”). Il nostro microbiota però non rimane costante per tutta la vita, subisce molte variazioni, poiché è influenzato da diversi fattori, tra cui l’ambiente esterno, il nostro stile di vita e le nostre abitudini alimentari.

Fattori chiave per favorire il benessere intestinale

Cosa possiamo fare per favorire il nostro benessere intestinale? Ecco i fattori chiave che possono aiutarci ad avere un microbiota intestinale equilibrato e assicurarci dunque benessere a lungo termine:

  • Adottare abitudini di vita sane e svolgere attività fisica con regolarità
  • Seguire una dieta equilibrata che preveda l’assunzione del fabbisogno quotidiano di fibra. Una dieta ricca di fibre può aiutare infatti a mantenere la regolarità intestinale e ridurre il rischio di stitichezza
  • Ricordarsi di bere almeno 2 litri d’acqua al giorno (un’idratazione adeguata è fondamentale!)
  • Avere una buona qualità del riposo notturno
  • Gestire lo stress
  • Avvalersi di un’efficace integrazione di probiotici e fibre prebiotiche

Un intestino sano è alla base del tuo benessere quotidiano.

Prenditi cura di te!

Ritenzione idrica: bromelina & co, gli alleati che ancora non conosci

Gambe appesantite e gonfie a fine giornata?  

La ritenzione idrica è un fenomeno molto diffuso. Si stima che milioni di persone (soprattutto donne, in Italia circa il 30 %) sperimenti questa condizione. 

Alla sua origine possono esserci diverse cause, ma spesso i principali responsabili della ritenzione idrica sono uno stile di vita sbagliato ed un’alimentazione poco equilibrata 

Cosa è la ritenzione idrica? 

In termini medici si parla di idropisia, per riferirsi alla tendenza dell’organismo a trattenere liquidi. 

Ci sono però diversi tipi di ritenzione idrica: 

  • Ritenzione alimentare, causata da abitudini alimentari sbagliate, eccessi calorici e consumo eccessivo di zuccheri. Contribuiscono alla formazione di questo tipo di ritenzione anche la sedentarietà, il fumo, un eccessivo consumo di alcolici o caffè, ansia e stress, alterazione dei ritmi biologici. 
  • Ritenzione secondaria è un tipo di ritenzione molto profonda ed è causata da patologie. In questo caso il trattamento della ritenzione è strettamente legato alla cura della patologia. 
  • Ritenzione iatrogena, causata da uso prolungato e massiccio di farmaci. 
  • Ritenzione circolatoria, causata da cattivo funzionamento del sistema venoso e di quello linfatico.  


Come supportare l’organismo in caso di ritenzione idrica alimentare?  

Un approccio nutrizionale adeguato, associato all’attività fisica e ad uno stile di vita sano ed equilibrato, è fondamentale per aiutare l’organismo in questi casi. 

Ci sono infatti alcuni cibi che possono essere nostri grandi alleati in caso di ritenzione idrica alimentare!  

  • I frutti rossi, ad esempio, ricchi di antiossidanti e di vitamina C ed E, che favoriscono il microcircolo.  
  • Il cetriolo ha un alto contenuto di fibra e acqua e ci aiuta ad eliminare le tossine e ridurre il gonfiore addominale.  
  • I pomodori svolgono un’azione antiossidante grazie alla vitamina C 
  • Il melone favorisce l’eliminazione del ristagno dei liquidi nei tessuti ed è perciò depurativo e diuretico 
  • Il sedano è ricco di acqua ed è perfetto nei regimi dietetici perché leggero e saziante. Aiuta a ridurre la ritenzione idrica e ha un’azione depurativa. 
  • Anche gli asparagi sono depurativi e drenanti. 
  • L’anguria è ricca di potassio, magnesio e fosforo ed ha notevoli proprietà idrofobe che ci aiutano a ridurre la ritenzione idrica. 

Bromelina, un importante alleato nella gestione della ritenzione idrica 

Un valido aiuto ci arriva inoltre dalla nutraceutica. Conosci la bromelina? È un’ottima alleata nella gestione della ritenzione idrica alimentare.  

Questa miscela di enzimi, che si ottiene dall’Ananas (in particolare dal gambo), consente un migliore drenaggio dei liquidi corporei, agevola la funzionalità del microcircolo e contrasta gli inestetismi della cellulite. Un’assunzione adeguata di integratori a base di bromelina può coadiuvare una corretta alimentazione.   

Oltre ad un approccio nutrizionale sano ed equilibrato ed all’integrazione di componenti che possano aiutarci, per supportare l’organismo in caso di ritenzione idrica è importante ricordarsi di bere due litri di acqua al giorno e fare attività fisica per aiutare la circolazione. 

Le tue gambe ti ringrazieranno! 

Stanchezza fisica e mentale: qualche consiglio per gestirla al meglio 

Sei sempre stanco e non riesci a stare al passo con le scadenze e la routine quotidiana? Niente paura, capita a tutti! Nella stagione autunnale/invernale molte persone sperimentano sensazioni di media o forte astenia.  

L’astenia è la stanchezza fisica e mentale, la spossatezza che ci pervade sin dalle prime ore della giornata e che ci fa percepire come difficile qualsiasi compito da svolgere. 

Il sopraggiungere del freddo, la diminuzione delle ore di luce, i ritmi di vita che si fanno più frenetici, le festività ed i preparativi che richiedono, sono tutte condizioni che mettono alla prova il nostro corpo e la nostra mente. E se i nostri amici animali vanno in letargo, noi invece dobbiamo continuare ad essere produttivi anche nel corso del “duro” inverno. (Eh già, per quanto l’idea sia estremamente allettante, il piumone e Netflix devono attendere sino al prossimo weekend!) 

Come possiamo aiutare il nostro organismo ad adattarsi ai cambiamenti stagionali ed a resistere ai ritmi serrati che il mondo ci richiede?

Ecco qualche consiglio: 

  1. Cerca di riposare bene! Alla base della nostra lotta alla stanchezza c’è proprio la qualità del sonno. Dormire 8 ore ed avere ritmi di vita regolari non è sempre possibile a causa dello stress, ma riposare è fondamentale per il nostro corpo e per la nostra mente. 
  2. L’alimentazione deve essere sana e bilanciata, bisogna prediligere cibi ricchi di vitamine e sali minerali e limitare l’uso di caffeina e bevande alcoliche. Rivolgiti ad un nutrizionista per definire al meglio il piano alimentare adatto ai bisogni del tuo organismo. 
  3. Anche se il lavoro ti spinge ad avere una vita sedentaria, non dimenticare di fare regolarmente attività fisica. 
  4. Bevi almeno due litri d’acqua al giorno! 
  5. Supporta il tuo organismo con l’integrazione di nutrienti. Valide alleate per contrastare la stanchezza fisica e mentale sono ad esempio le vitamine del gruppo B e la vitamina C.

Queste vitamine ci sono note per il supporto che danno al sistema immunitario, aiutandolo nella difesa dell’organismo da alterazioni dovute ai primi freddi o da influenze stagionali, aiutano nella riduzione di stanchezza e affaticamento, contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo ed al mantenimento del normale metabolismo energetico*.  

Allora, ricapitoliamo: è importante adottare uno stile di vita sano ed equilibrato, seguire una corretta alimentazione, fare regolarmente attività fisica, riposare bene, idratarsi, prenderci cura del nostro corpo prestando attenzione ai segnali che ci invia e supportandolo nella sua routine quotidiana con integrazioni di specifici elementi. 

  *Claim EFSA sulle Vitamine del Gruppo B e Vitamina C 

Glicemia, come tenerla sotto controllo

Glicemia, come tenerla sotto controllo

Quanto sono buoni pasta, pane, pizza e dolci? Attenzione però, perché mantenere la quantità di glucosio presente nel sangue (glicemia) entro valori normali è fondamentale per la nostra salute. Il glucosio, che è uno zucchero semplice, rappresenta la fonte energetica fondamentale per il funzionamento di ogni cellula del corpo. I cibi che introduciamo con i pasti vengono smontati e trasformati attraverso varie reazioni biochimiche in glucosio, che si riversa nel sangue. La glicemia, quindi, tende a salire fisiologicamente dopo mangiato.

Anche se è un elemento necessario per la vita, il glucosio deve essere presente nel sangue in quantità non eccessive, perché oltre certi limiti potrebbe causare danni a vari organi e apparati, in particolare sistema cardiocircolatorio, sistema nervoso, reni e occhi. Per evitare che la glicemia resti a lungo a valori troppo elevati dopo un pasto, alcune cellule del pancreas rilevano, come dei sensori, quanto glucosio è presente nel sangue e producono in risposta un ormone, l’insulina, la cui funzione è quella di fare uscire il glucosio dal sangue e farlo entrare nelle cellule che lo utilizzano per il loro funzionamento. In questo modo l’aumento della glicemia dopo i pasti è solo transitorio e può ritornare a valori normali.

I valori di riferimento della glicemia

La glicemia si considera normale quando a digiuno (cioè ad almeno 8 ore di distanza da un pasto) mostra un valore < 100 mg/dl.

In alcune condizioni, però, questi meccanismi di regolazione della glicemia funzionano meno o non funzionano più. Il risultato è che, anche a digiuno, la quantità di glucosio nel sangue resta superiore al valore normale (iperglicemia). Si parla di alterata glicemia a digiuno quando i valori glicemici sono compresi tra 100 e 125 mg/dl, e di diabete se la glicemia a digiuno ha un valore uguale o superiore a 126 mg/dl. L’iperglicemia tende a trasformarsi nel tempo in diabete. La glicemia è, quindi, un parametro importante da conoscere e tenere sotto controllo dato che indica lo stato di funzionamento del metabolismo degli zuccheri del nostro organismo.

Il ruolo dell’alimentazione

Lo stile di vita e in particolare l’alimentazione giocano un ruolo fondamentale nel favorire il mantenimento di una glicemia a valori normali. Tuttavia, quando squilibrata e troppo ricca di zuccheri, può contribuire a una alterazione dei normali livelli di glucosio nel sangue. A questo proposito bisogna ricordare che alcuni cibi si caratterizzano per avere un elevato indice glicemico, che è la capacità di un alimento di aumentare molto rapidamente il valore di glicemia quando introdotto nell’organismo.

Per tale ragione, sempre nell’ambito di una dieta variegata ed equilibrata, prediligere alimenti a basso indice glicemico, come frutta poco zuccherata, legumi interi, cereali integrali arricchiti con fibre solubili, quindi, potrebbe essere una buona strategia per contribuire al mantenimento di livelli di glicemia normali; tuttavia, è bene ricordare che non è mai necessario eliminare nessun alimento dalla propria dieta: quello che conta è prestare attenzione al carico glicemico complessivo del pasto, che tiene conto della quantità complessiva di zuccheri introdotti.

Integratori per la gestione della glicemia

Al fianco di una dieta variata ed equilibrata, un ulteriore supporto al mantenimento dei livelli di glucosio nel sangue può essere dato dall’integrazione alimentare a base di micro e macronutrienti. In particolare, la combinazione di estratti di limone, arancia e cromo risulta utile per il mantenimento dei normali livelli di glucosio. Chiedere consigli al proprio medico o nutrizionista può essere un primo passo verso una vita più sana ed equilibrata.

Come mantenere i normali livelli di colesterolo con l’aiuto degli integratori

Come mantenere i normali livelli di colesterolo con l’aiuto degli integratori

Colesterolo, sempre un nemico? C’è  confusione sul tema, facciamo un po’ di chiarezza.

Il colesterolo è un grasso indispensabile alla vita, perché è un costituente delle membrane che rivestono tutte le nostre cellule, serve per la sintesi di alcuni ormoni e gioca un ruolo fondamentale nella produzione della vitamina D. Ma allora quando diventa pericoloso? Il colesterolo viene prodotto nel fegato e in parte introdotto con l’alimentazione.

Siccome è necessario per la vita, deve raggiungere le cellule del corpo, ma essendo un grasso non può sciogliersi nel sangue che è principalmente acquoso e ha, quindi, bisogno di qualcosa che lo trasporti nella circolazione sanguigna.

Le sostanze che trasportano il colesterolo si chiamano lipoproteine e ne esistono fondamentalmente due:

  • le lipoproteine a bassa densità, note come LDL (Low Density Lipoproteins), che trasportano il colesterolo dal fegato a tutti gli organi;
  • le lipoproteine ad alta densità o HDL (High Density Lipoproteins) che rimuovono   il colesterolo in eccesso dai vasi sanguigni e dai tessuti trasportandolo di nuovo al fegato dove viene eliminato tramite la bile.Quando il colesterolo trasportato dalle LDL, chiamato per questo colesterolo-LDL (c-LDL), è presente in quantità eccessive nel sangue, può depositarsi sulla parete interna delle arterie, favorendo lo sviluppo dell’aterosclerosi che è la principale causa di gravi malattie cardiovascolari.
  • E’ l’eccesso di c-LDL nel sangue il vero nemico da combattere e per questo viene indicato come colesterolo cattivo. Il colesterolo-HDL (c-HDL), al contrario, dato che rimuove il colesterolo in eccesso e protegge le arterie, viene definito come “colesterolo buono”.

Rischio cardiovascolare

Per ridurre la probabilità che il c-LDL nel sangue produca danni all’organismo è necessario mantenerne i livelli al di sotto di alcuni valori, dipendenti da quello che gli esperti chiamano “profilo di rischio cardiovascolare globale”.

Il rischio cardiovascolare, cioè la probabilità di andare incontro a una malattia cardiovascolare, dipende sia dalla presenza di alcune condizioni pericolose (oltre all’eccesso di c-LDL, anche l’età, il genere di appartenenza, il fumo di sigaretta, l’ipertensione arteriosa, l’obesità, il diabete), sia da una familiarità.

Esistono alcune tabelle che permetto di valutare questo rischio, che sarà tanto più alto quante più siano presenti condizioni di rischio. Al proposito si  può consultare  il sito del Progetto Cuore dell’Istituto Superiore di Sanità. https://www.cuore.iss.it/valutazione/carte

Valori di colesterolo di riferimento

In generale, i valori di colesterolo desiderabili sono i seguenti:

  • colesterolo totale < 200 mg/dl.
  • colesterolo-LDL < 116 mg/dl.
  • colesterolo-HDL > 50 mg/dl.

Il c-LDL si considera leggermente elevato fino a 129 mg/dl, moderatamente elevato fino a 159 mg/dl, elevato da 160 a 189 mg7dl, molto elevato al di sopra di 190 mg/dl.

Tuttavia, poiché il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare è legato alla presenza di più condizioni pericolose, il valore di c-LDL ottimale non è uguale per tutti e andrà ridotto in misura diversa in base alla propria condizione di salute.

Mentre in una persona sana il colesterolo LDL ideale dovrebbe essere < 116 mg/dl, in chi soffre di diabete il valore deve stare sotto i 100 mg/dl; se poi è presente un altro fattore di rischio cardiovascolare come ipertensione arteriosa, obesità o fumo di sigaretta, il valore deve essere inferiore a 70 mg/dl, mentre se si ha già avuto in passato un infarto il colesterolo LDL deve essere inferiore a 55 mg/dl o <40 mg/dl se l’attacco di cuore è avvenuto entro i 2 anni precedenti.

Ridurre il colesterolo pericoloso

Come ridurre il colesterolo cattivo quando è in eccesso?  Ci sono varie opzioni: l’adozione di uno stile di vita sano, il ricorso a integratori a base di sostanze capaci di aiutare a mantenere normali livelli di colesterolo, l’uso di farmaci specifici. Innanzi tutto, poiché una parte del colesterolo del nostro organismo viene introdotta con i cibi, un ruolo importante per ridurlo è giocato dall’alimentazione, soprattutto in caso di lievi aumenti.

Viene in particolare raccomandata una dieta Mediterranea, povera di cibi ricchi di grassi saturi (contenuti in salumi, carni rosse, formaggi grassi, burro, panna ecc) e al contrario composta da alimenti ricchi di grassi insaturi (ad esempio, pesce, noci, olio di oliva extravergine ecc) e di fibre vegetali.

Gli esperti suggeriscono di integrare la normale alimentazione con l’uso di integratori alimentari (o nutraceutici) (oltre alla dieta) per le persone con livelli di colesterolo più elevati del valore ottimale e con un rischio cardiovascolare basso o moderato, oppure in aggiunta alla terapia farmacologica nelle persone a rischio cardiovascolare alto e molto alto, che non riescono a raggiungere il valore ottimale di c-LDL. In ogni caso, il consiglio del proprio medico o nutrizionista è fondamentale per definire un percorso verso una alimentazione e uno stile di vita più sano.

Bromelina, che cos’è, come agisce e a cosa serve

Bromelina, che cos’è, come agisce e a cosa serve

La bromelina è una sostanza estratta dal frutto e dal gambo dell’ananas composta da diversi enzimi, che agiscono come delle “forbici” capaci di tagliare alcune specifiche proteine. Questa azione della bromelina viene indicata con il termine di attività proteolitica.

Le proprietà della bromelina.

Grazie all’azione su diversi tipi di proteine, la bromelina può esercitare importanti effetti benefici. Evidenze scientifiche dimostrano che la bromelina ha un effetto nella riduzione dell’’infiammazione; migliora la microcircolazione; riduce i gonfiori da accumuli di liquidi (edemi) e il senso di pesantezza delle gambe; migliora la ritenzione idrica e gli inestetismi della cellulite.

In particolare, questa sostanza ha dimostrato in studi clinici un miglioramento della circolazione del sangue nei piccoli vasi, il cosiddetto microcircolo, presenti nello strato di grasso al di sotto della pelle, cioè il pannicolo adiposo.

Come si forma la cellulite

Il sangue tende a ristagnare nel microcircolo del tessuto adiposo e così, a causa della pressione sanguigna e di alterazioni nelle pareti dei vasi, la parte liquida, il plasma, inizia a fuoriuscire, diffondendosi e accumulandosi nello spazio tra le cellule del grasso sottocutaneo. Si forma così un edema, cioè un gonfiore localizzato, che innesca l’infiammazione e, specialmente a livello delle gambe, può provocare senso di pesantezza.

I liquidi, restando intrappolati nei tessuti, possono provocare, insieme alla scarsa ossigenazione dovuta alle difficoltà della circolazione del sangue, un processo che determina la comparsa della cellulite, con il tipico aspetto della pelle “a buccia d’arancia”.

In questa situazione molto diffusa, la bromelina aiuta a:

  • migliorare il microcircolo
  • facilitare il drenaggio dei liquidi
  • ridurre l’edema
  • migliorare la ritenzione idrica
  • ridurre l’infiammazione

Come e quanta bromelina assumere

La bromelina è una sostanza ottimamente tollerata. Se assunta dopo i pasti, la bromelina facilita la digestione. Per ottimizzare i suoi benefici è consigliato assumere la bromelina lontano dai pasti a stomaco vuoto. La capacità proteolitica della bromelina viene indicata in GDU (Gelatin Digesting Unit), più alto è questo valore e più elevato è il suo potere enzimatico.

In commercio ci sono diversi integratori a base di bromelina, una buona titolazione è indicata tra i 2000 e i 2500 GDU/g. La bromelina può trovarsi sotto forma di compresse o  buste da sciogliere in acqua. Consulta il tuo farmacista o nutrizionista prima di assumere un integratore a base di bromelina.

 

Disclaimer
Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostitutive in alcun modo del parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata e prima di prendere decisioni riguardanti la propria salute è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

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